Io ci sono


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“Io ci sono”

 Martedì 29/11/2016 le classi 3^ e 5^ERim e 4 A Cat, accompagnate dalle docenti Caridi, Stelluto e Vieri hanno partecipato allo spettacolo “Io ci sono” al Teatro di Campi Bisenzio.

La rappresentazione si basa su una storia realmente accaduta nel 16 aprile 2013.

La protagonista della vicenda è Lucia Annibali, una giovane avvocatessa di Pesaro che si innamora dell'avvocato Luca Varani.

Il loro rapporto sarà sempre basato su bugie, perché Luca ha già una relazione con un'altra donna da 10 anni. Nel corso della loro storia l'uomo manifesta comportamenti possessivi nei confronti di Lucia, talvolta molto violenti; per questo lei decide di porre fine al loro legame. Iniziano così vari atteggiamenti assillanti da parte di Luca, diventati poi vero e proprio stalking, che lo portano addirittura all'assurda decisione di assoldare due uomini incaricati di attendere Lucia in casa propria per sfregiarla con dell'acido.

Dopo questo episodio comincia, per la giovane avvocatessa, un lungo periodo di ricovero ospedaliero per i numerosi interventi alla quale sarà sottoposta per operare le gravi ferite riportate durante l'aggressione e ricostruire il suo volto ormai sfregiato.

Ancora oggi Lucia cerca di migliorare il proprio aspetto attraverso altre operazioni chirurgiche, ma nonostante tutto il dolore che Luca le ha provocato non ha perso la voglia di vivere, di innamorarsi ancora e creare, in futuro, una sua famiglia.

Lucia ha inoltre deciso di sensibilizzare donne e uomini su questo argomento raccontando la propria storia.

Il regista dello spettacolo si è focalizzato più sull'aspetto psicologico dell'accaduto, piuttosto che sull'aspetto narrativo, quindi la visione dello spettacolo presuppone una conoscenza antecedente della storia. 

Le riflessioni che sono emerse durante un dibattito in classe fra i ragazzi della 5^Erim si sono concentrate sulla sensibilizzazione al problema della violenza sulle donne e si è giunti alla conclusione che questa dovrebbe riferirsi anche all'ambito educativo, soprattutto maschile, nell'insegnare agli uomini a saper controllare le proprie emozioni, in particolare quelle negative.

Infine ciò che ha colpito è la forza e la voglia di vivere di Lucia, la protagonista della vicenda, che, nello spettacolo, conclude la performance con questo messaggio:

“Sarebbe bello se voi ragazzi sceglieste di fare una differenza.... di essere originali, di essere gentili, amorevoli, affettuosi verso le vostre compagne e viceversa....

A voi ragazze auguro innanzitutto di scegliere sempre il rispetto di voi stesse, di non annullarvi mai e di coltivare e proteggere la vostra dignità, di essere libere di voi stesse, di non fare mai niente che sia contro la vostra volontà o il vostro sentire e di non permettere mai a nessuno di dirvi che c'è qualcosa che non va in voi.... perché la vita è troppo breve per passarla ad essere infelici e il tempo trascorso a permettere a qualcuno di ferirci non torna indietro.... Io sono Lucia, l'avvocatessa dell'acido e ringrazio il mio volto ferito perché oggi mi permette di essere qui con voi a raccontare la mia storia perché il mio volto ferito mi ha permesso di imparare ad avere rispetto di me stessa, mi ha permesso di fare quel salto per diventare la donna che desideravo essere. Oggi io mi sento davvero padrona di me stessa, dei miei pensieri, del mio sentire e del mio corpo.

Oggi ho un progetto, il mio viso è il mio progetto dal quale ripartire e vivere una vita che sia davvero felice, vissuta in armonia con me stessa. Il mio volto parla di me e della mia fatica, del mio dolore e della mia forza di volontà, della mia speranza, della mia gioia.

E il mio volto oggi sono veramente io, così la mia diversità non è affatto un limite per me, ma anzi è la mia opportunità di crescita e di miglioramento”.

 

Prof.sse Paola Caridi, Cathy Stelluto ed Antonella Vieri